Sospensioni ferroviarie primarie e secondarie: quali differenze ci sono?

Le sospensioni ferroviarie primarie e secondarie sono fondamentali per garantire stabilità, sicurezza e comfort durante la marcia di un treno. Sebbene appartengano allo stesso sistema, operano in posizioni differenti e svolgono funzioni complementari nel controllo delle forze generate dal contatto tra ruote e binari.

Comprendere la differenza tra sospensione primaria e secondaria permette di capire come un convoglio riesca a mantenere un comportamento stabile anche ad alta velocità, in curva e in presenza di irregolarità della linea ferroviaria.

Come funziona il sistema di sospensione di un treno?

Durante il movimento, ruote e assili sono sottoposti a sollecitazioni continue. Giunti, scambi, curve, variazioni del binario e imperfezioni della linea generano urti e vibrazioni che, senza un sistema sospensivo efficace, verrebbero trasmessi direttamente al carrello, alla cassa e ai passeggeri.

Il sistema deve quindi:

  • attenuare urti e vibrazioni;
  • mantenere il corretto contatto tra ruota e rotaia;
  • controllare i movimenti del carrello;
  • sostenere la massa del veicolo;
  • limitare le oscillazioni della cassa;
  • migliorare il comfort dei passeggeri;
  • contribuire alla stabilità del convoglio.

Per ottenere questi risultati, la sospensione viene generalmente suddivisa in due livelli: primario e secondario.

Che cos’è la sospensione ferroviaria primaria?

La sospensione primaria è collocata tra le boccole degli assili e il telaio del carrello. Rappresenta il primo livello di isolamento rispetto alle sollecitazioni provenienti dal binario.

Quando una ruota incontra un’irregolarità, la sospensione primaria interviene per assorbire e controllare una parte dell’urto prima che venga trasmesso al resto del veicolo.

Le sue principali funzioni sono:

  • controllare i movimenti degli assili;
  • filtrare le sollecitazioni ad alta frequenza;
  • mantenere il contatto tra ruota e rotaia;
  • contribuire alla stabilità del carrello;
  • limitare le forze trasmesse al telaio;
  • favorire il corretto comportamento dinamico in curva.

La sospensione primaria deve trovare un equilibrio preciso: deve essere sufficientemente flessibile per assorbire le irregolarità, ma anche abbastanza controllata da mantenere stabile la geometria del carrello.

Che cos’è la sospensione ferroviaria secondaria?

La sospensione secondaria è situata tra il carrello e la cassa del veicolo ferroviario. Il suo compito principale è isolare la cassa dalle vibrazioni e dai movimenti che hanno già attraversato il primo livello di sospensione.

Interviene in particolare sul comfort dei passeggeri e sul controllo dei movimenti della cassa, come:

  • oscillazioni verticali;
  • movimenti laterali;
  • rollio;
  • beccheggio;
  • variazioni di assetto;
  • sollecitazioni generate in curva.

Le sospensioni secondarie possono impiegare molle pneumatiche o altri elementi elastici, affiancati da ammortizzatori sviluppati per controllarne le oscillazioni.

Un sistema secondario correttamente progettato permette alla cassa di mantenere un comportamento più stabile e confortevole senza compromettere la capacità del treno di adattarsi al tracciato.

Qual’è la differenza principale?

La differenza tra sospensione primaria e secondaria riguarda soprattutto la posizione e il tipo di movimento controllato.

La sospensione primaria opera direttamente nella zona degli assili e gestisce le sollecitazioni provenienti dal contatto ruota-rotaia. La sospensione secondaria lavora invece tra carrello e cassa, riducendo la trasmissione delle vibrazioni e controllando i movimenti percepiti dai passeggeri.

Le due sospensioni non devono essere considerate sistemi indipendenti. La loro efficacia dipende dal modo in cui lavorano insieme e dalla corretta taratura di ogni componente.

Qual’è il ruolo degli ammortizzatori ferroviari?

Gli elementi elastici sostengono il veicolo e assorbono le irregolarità, ma tendono naturalmente a continuare a oscillare. Gli ammortizzatori ferroviari dissipano questa energia e controllano compressione ed estensione, evitando movimenti eccessivi o prolungati.

A seconda dell’applicazione, possono intervenire sul controllo:

  • verticale;
  • laterale;
  • trasversale;
  • del rollio;
  • dell’imbardata;
  • dei movimenti tra carrello e cassa.

Accanto agli ammortizzatori delle sospensioni primarie e secondarie possono essere presenti gli yaw damper, progettati per limitare i movimenti di serpeggio del carrello e contribuire alla stabilità alle velocità più elevate.

Ogni applicazione ferroviaria presenta caratteristiche differenti in termini di massa, velocità, geometria del carrello, percorso e condizioni operative. Non esiste quindi una taratura universale adatta a tutti i convogli.

La progettazione deve considerare:

  • carichi statici e dinamici;
  • frequenze di oscillazione;
  • velocità di esercizio;
  • condizioni del binario;
  • comportamento in curva;
  • temperature;
  • durata e resistenza a fatica;
  • requisiti di sicurezza e comfort.

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